La Val D’Orcia e le Crete Senesi

L'emozione di entrare in un quadro rinascimentale

La Val D’Orcia e le Crete Senesi

Una zona d’Italia quasi paradisiaca, bella in tutte le stagioni e da attraversare con un po’ di tempo a disposizione, in bici, in moto, in auto…meglio se cabriolet (stagione permettendo). Uno di quei territori dove non esiste la dimensione del tempo ma da percorrere in lentezza: la Val d’Orcia.
Ricordate le immagini del film New Moon della saga Twilight, quelle di una Porsche 911, gialla, che sfrecciava su strade sinuose in un paesaggio ondulato e rigoglioso in direzione Volterra? Oppure gli scorci e i paesaggi di morbide colline contornate di cipressi che i tre personaggi attraversano per andare alla ricerca di Lorenzo Bartolini (l’amore giovanile della protagonista Claire – Vanessa Redgrave) nel film Letters to Juliet?
O, ancora, i Campi Elisi immaginati da Massimo Decimo Meridio (Russel Crowe) nel “Il Gladiatore” di Ridley Scott o gli esterni de “Il Paziente Inglese” di Anthony Minghella?

Nel visitare la Val d’Orcia e le Crete Senesi sarà facile imbattersi in fotografi appostati con i loro cavalletti sui crinali delle colline, in attesa dell’attimo perfetto capace di trasformare una foto in un capolavoro o intenti a ritrovare quello scorcio suggestivo o visto in una scena nei tanti film che qui sono stati ambientati.

Patrimonio mondiale dell’Umanità

Tra il paesaggio duro, accidentato delle crete, solcate da calanchi e biancane, che in autunno assumono l’aspetto di un immobile mare lunare di colore grigio-azzurro per via del terreno argilloso di cui sono fatte e quello più morbido delle colline dove la macchia mediterranea, i vigneti, gli uliveti, le coltivazioni promiscue si scambiano e si intersecano in affreschi di rara bellezza, questa è una delle più belle valli del mondo.

La grazia di questo paesaggio è stata riconosciuta persino dall’Unesco che nel 2004 ha dichiarato la Val d’Orcia patrimonio mondiale dell’umanità, perché è un «eccezionale esempio del ridisegno del paesaggio nel Rinascimento, che illustra gli ideali di buon governo nei secoli XIV e XV della città-stato italiana e la ricerca estetica che ne ha guidato la concezione».

La via Francigena

La Val d’Orcia e le Crete Senesi hanno legato i loro destini alla via Cassia, la grande strada romana che metteva in comunicazione Roma col nord Italia e che attraversa per intero le due aree. Una strada che, per gran parte del suo percorso, ricalca la storica via Francigena, dove il senso del viaggio ha lo spirito del pellegrinaggio. Il transito continuo di uomini e merci lungo questa fondamentale via di collegamento decretò l’importanza di alcuni centri abitati dell’area: Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, l’Abbazia di Sant’Antimo, Radicofani, Montepulciano e San Quirico d’Orcia sono alcuni dei borghi più noti. Proprio il centro storico di Pienza è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 1996.

La città “ideale” con spazi e scenografie di suggestiva bellezza, voluta da Enea Silvio Piccolomini che, divenuto Papa col nome di Pio II, volle ripensare il borgo natale, Corsignano, affidandone la ristrutturazione a Bernardo di Matteo Gambardelli detto il Rossellino, allievo di Leon Battista Alberti, rappresenta la prima applicazione dei concetti umanistici nella pianificazione urbana. Da borgo medievale a centro monumentale, è la realizzazione di una nuova visione di spazio urbano.

Montalcino è invece la patria del Brunello di Montalcino, uno dei vini più apprezzati al mondo. Meritano una visita anche i borghi meno conosciuti, magnifiche località e vere perle nascoste che costituiscono anche un tuffo in un passato affascinante e ricco di suggestioni: Murlo, Buonconvento, Torrenieri, Contignano, Monticchiello, Buonconvento, Sarteano, Rocca d’Orcia, Campiglia d’Orcia, Bagni San Filippo, Vivo d’Orcia e la suggestiva Bagno Vignoni, antico centro termale fin dai tempi romani con quella che altrove è la piazza del paese, qui è una vasca rettangolare lunga 49 metri e larga 29, dal cui fondo sgorgano sorgenti termali.